Una sera, mentre ero a passeggio con il mio superiore, un gentiluomo si unì a noi e si mise a parlare con lui di un affare che non ricordo nei dettagli. Il superiore era nel mezzo, io al suo lato sinistro e quel signore al destro. Non si può dire che fossi soverchiamente attento a quanto dicevano, ma in un punto della loro discussione fui spinto a guardare in faccia quel signore. Quando questi si allontanò da noi, dissi al superiore: ”Su quella data cosa egli la pensa così e così”. “Non è possibile”, rispose il superiore. “Ne sono certo”. “E da che cosa l’ha arguito?”. “Da un colore speciale che apparve e fuggì repentinamente dalla sua faccia”. Sorrise da incredulo, ma nello stesso tempo si propose di vederci chiaro, perchè il modo di pensare di quell’uomo gli interessava per sapersi regolare in avvenire ed anche per constatare se io avevo davvero l’abilità rara di leggere il pensiero, o meglio, il sentimento altrui. tabt Qualche giorno dopo mi confessò: ”Avevi proprio ragione, hai colpito nel segno. Bisogna stare attenti con te! Capperi! Leggere così bene nell’anima altrui”. Non pensai allora di coltivare questa facoltà. Del resto, se lo avessi fatto avrei messo troppa legna sul fuoco. Dissi tra me: ”E’ tanto ampio lo studio della grafologia, e, entrando in quest’altro campo, concluderei ben poco in ambedue”. E’ vero che lo studio della fisionomia è affine alla grafologia, ma non è certo analogo il procedimento. Farò in modo di renderlo noto lasciando ad altri il compito di approfondirlo. E dissi ancora a me stesso in maniera definitiva: “Lo faranno gli altri”.
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A Fiuggi però, per divagazione, attirai la curiosità di alcuni intellettuali che mi cercavano soltanto per scopo scientifico. Un giorno lasciammo da parte la grafologia e feci loro la proposta di rilevare il sentimento dalle espressioni che i colori delle emozioni delineano sul viso. Tutti erano col bicchiere in mano. Sottomisi all’esperimento un giovane ventenne che gentilmente mi permise di trattare su qualsiasi argomento. Scelsi quel punto di luce che mi poteva permettere di cogliere l’atteggiamento del suo sguardo ed ogni sfumatura del viso. Vidi che il giovane, secondo il suo temperamento, non poteva non nutrire un’intima simpatia verso una donna la quale, se avesse corrisposto, avrebbe dovuto far trasparire l’atteggiamento del sorriso dai suoi occhi e dai suoi lineamenti facciali. Invece egli aveva l’occhio mesto, pensate, e sul viso rifletteva le tracce caratteristiche di notti passate in bianco, di sonni affannosi e non riposanti come dovrebbe invece avvenire nella prima gioventù. Ripeto che non ho fatto studi speciali per giungere ad altri particolari, però lo fissai intensamente e, quasi per suggestionarlo, dissi: ”Lei non è tranquillo”. In fondo questa prima asserzione non era così sbalorditiva da richiedere un’abilità singolare. Tuttavia vidi salire sul viso del giovane il caratteristico colore dell’apprensione e dell’impressione. “Vediamo un poco, seguitai, qual’è la causa della mancanza di tranquillità. Essa dovrebbe essere di ordine affettivo”. Battè gli occhi come se non potesse sostenere lo sguardo e un colore nuovo gli sfiorò repentinamente le tempie. Capii di essere entrato nell’anima sua. “Lei, soggiunsi, ha un amore contrastato e il contrasto può essere di natura interna o esterna”. Lo vidi subito oppresso da una tristezza che mi determinò a giudicare prevalente il motivo di ordine interno, perchè se la causa del suo stato d’animo fosse stata di origine esterna, il suo atteggiamento avrebbe dovuto ispirarsi all’ira e non alla mestizia. “Un altro passo, ripresi. Lei è corrisposto nelle sue affettività, non incontra ostacoli da parte di coloro che hanno cura della persona cui lei vuol bene, ma questa si trova in uno stato che rende impossibile l’amore reciproco”. Ebbe, a queste parole, come uno schianto e fu quasi per piangere. “Mi dispiace di aver riacutizzato in lei un dolore che il tempo cominciava ad assopire, ma non sbaglio se dico che la persona amata non c’è più”. Non potè più resistere; chiese il permesso di allontanarsi dalla comitiva dicendo: “Analisi perfetta sotto ogni riguardo!”. Era stato un dramma e i presenti ne rimasero stupiti. Il giovane andò verso la fonte, riempì il bicchiere e si mise a passeggiare da solo. Lo seguimmo con lo sguardo fichè non sparì tra la folla. tabt [...] Ero stanco e non più capace di altri esperimenti del genere. I presenti fecero a gara per avermi a colazione, ma rifiutai per non fare torto a nessuno ed accettai solo l’invito del giovane a cui era morta la fidanzata., solo per aver modo di consolarlo ed aprirgli il cuore a nuovi ideali.
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Una ragazza molto giovane si offrì spontaneamente ai miei esperimenti. Era bionda di capelli, alta di statura, le gote paffute, l’occhio non offuscato da sentimenti contrastanti, l’incesso leggero, la voce argentina. Il colore del viso era ben distribuito e diffuso: rifletteva ingenuità e candore. “Lei, le dissi di colpo, non ha mai amato”. Manifestò un aperto sorriso. “Tuttavia, seguitai, ha il cuore sulle labbra e pare proteso verso un altro cuore che le professi amore”. Il suo sorriso fu ancora più ampio del precedente e invadeva maggiormente il suo volto. “Se non avesse l’assistenza di una persona seria, il suo cuore si sarebbe proteso verso il primo offerente”. “Bene”, esclamò entusiasta ed anche un pò contrariata. “Lei, continuai, giudica o è tentata di giudicare troppo severa la persona cha la giuda, ma sappia che sbaglia, sappia che l’inganno è alle porte della sua vita e chi lo sa da quanto tempo il suo sentimento ne sarebbe rimasto prigioniero, se fosse stata lasciata sola a decidere”. Ebbe un che di confusione ed abbassò lo sguardo. “Ora, replicai, la sua vita non è aliena dal consentire che lei si impegni con un giovane serio che le ha già chiesto la mano. Non si faccia prendere dalla frenesia di far presto, perchè nel modo c’è più tempo che vita”. La ragazza gaiamente attestò che meglio non avrei potuto leggere nel suo sentimento e nei fatti che la riguardavano.
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Qulla sera, venne a consultarmi una donna sulla quarantina, ma tutt’ora vivace e alquanto strana. Non so proprio da che cosa lo arguii: forse dal suo temperamento bisognoso di un appoggio assennato, forse dal suo occhio freddo, forse dalla frenesia che la dominava e si spargeva per tutte le sue membra, quasi fosse una bambina viziata che corre dal nonno per essere difesa dalle minacce della mamma austera. Ripeto che non so proprio da che cosa presentii questo stato d’animo, ma appena si avvicinò le dissi: ”Ma come mai?”. Sbarrò lo sguardo e trattenne il respiro in attesa che completassi la mia domanda. “Ma come mai, ripresi, ha potuto concepire e può concepire sentimenti d’amore per un vecchio?”. Si mise a piangere e tra i singhiozzi mi diceva: ”Mi attira tanto il suo fare rustico e penso lo indurrò ad essere tenero. Non potrà rimanere tale daventi ad una donna fresca, sebbene sulla quarantina. Questo pensiero mi esalta e mi infonde una voluttà indicibile”. “Per amore di Dio non gli manifesti questi sentimenti”. “Invece avevo deciso di farlo, ma ci ho rinunciato perchè – guardi che stranezza di contraddizzione nei miei pensieri – temo di essere respinta. Mi dica lei che sa tutto”. “Crede che egli vorrà forse vivere nella quiete della sua vecchiaia?”. Proprio in quel momento veniva verso di noi un uomo più che settantenne concentrato nei suoi pensieri. Ci guardò e ci salutò. “Eccolo, è questo il vecchio per cui vado pazza d’amore”, disse lei. “Strana cosa!”. “Mi dica lei come poso fare.” Fui preso da un senso di compassione e di ilarità insieme, e non sapevo che cosa rispondere. “Come posso fare per togliermi dal cuore questo affetto? Non mi consiglierebbe lei – badi che lui è scapolo e mostra di volermi bene – di dirgli che lo amo?”. Risposi: “Anzichè vivere così tormentata, penso che lei possa anche manifestargli le sue intenzioni, purchè poi sia disposta a sostenerne le consugenze in caso di rifiuto”. Il vecchio era ancora poco lontano poichè camminava lentamente. La donna, senza neppure salutarmi, si mise a correre, raggiunse l’uomo e si allontanò con lui. La mattina seguente era fuori di se dalla gioia. Mi raccontò: “Ci siamo parlati a lungo e con molta chiarezza, oggi stesso partiamo insieme e tra qualche giorno ci sposeremo. Penso che sarò molto contenta e la ringrazio di avermi liberato da una situazione così tormentosa”. tabt Tu penserai che l’abilità mia sia una specie di sensitività, ma sappi che non lo è assolutamente. Se approfondissi questo campo, potrei giungere a delle regole come ho fatto per la grafologia. Sarebbe però necessario che la mia vita fosse straordinariamente lunga e la mia intelligenza si mantenesse sempre efficiente. Se ho tanto lavorato per mettere in evidenza le norme grafologiche, quanto dovrei penare per comporre le regole fisiognomiche dedotte dai diversi colori che salgono al viso per l’impressione, per la preoccupazione, per la gioia, per l’ira, per la concupiscenza? Si tratta infatti non di cogliere un sentimento generico di irascibilità o di concupiscenza, ma un sentimento determinato e che risponde a tante sfumature personali. tabt Pensa, inoltre, che la grafia, dopo che è stata vergata, rimane immutabile davanti allo sguardo del grafologo, così che tu la puoi esaminare, lasciarla, ritornare ad essa senza che muti minimamente, mentre i colori e gli atteggiamenti suscitati dalle emozioni sono fuggevoli e, una volta passati, non tornano più allo stesso modo, per cui un sentimento non si manifesta con le stesse caratteristiche con cui si era svelato prima, perchè c’è sempre qualche elemento nuovo che si aggiunge alla condizione precedente e bisogna che l’osservatore colga veramente quell’attimo che fugge. tabt