Dal capitolo terzo

Da tre anni avevo detto Messa e fui mandato a Montelupone ad insegnare matematica e storia civile ai giovani frati del Liceo. Nell’agosto di quell’anno, 1905, in un pomeriggio afoso, non so per quale irrequietezza che mi impediva il consueto pisolino, presi in mano il giornale “L’Avvenire d’Italia” e mi cadde l’occhio su un articolo: “La Grafologia”. Non ne avevo mai sentito parlare. Mi meravigliai che la grafologia costituisse uno studio speciale perchè fin da bambino, quando mi capitava di avere sottomano una scrittura qualsiasi, scorgevo l’autore dello scritto nei suoi movimenti più spontanei: nel suo modo di ridere, di piangere, di muoversi, di conversare, di imporsi, di reagire.
tabt Fino alla sera di quel giorno restai pensieroso e la notte sognai di avere davanti a me una gran moltitudine di gente che mi presentava scritture perchè le esaminassi e ne dessi il responso grafologico. Allo svegliarmi, la mia natura piuttosto esplosiva aveva già preso una risoluzione; cercai autori di grafologia e mi venne in mano la critica che ne fa Alfred Binet, non ricordo in quale suo volume. Mi infervorai maggiormente e mi diedi a crecare il Trattato di Crepieux-Jamin, che viene considerato il migliore tra tutti i lavori del genere.
tabt Durante la ricerca, mi convinsi di aver ricevuto da natura una disposizione speciale per la grafologia perchè di tutte le scritture che mi erano date da esaminare facevo analisi così rigorose ed esaurienti da sorprendere quelli che mi ascoltavano, fino a farli sospettare che ci fosse in me uno spirito maligno. Ricordo, in proposito, che alle mie esposizioni grafologiche alcuni si facevano il segno della Croce. Il loro sospetto era del tutto infondato in quanto io per primo sono riuscito a dettare, almeno dal punto di vista scientifico, le regole grafologiche, rendendole accessibili alla comprensione dei più.
tabt Sono stato tacciato di sensitività, ma io ho insistito ed insisto sempre che la facoltà, che mi consente di grafologare meglio di qualunque altro, è guidata esclusivamente dalla intuizione.
tabt Riuscii a trovare un libro di Crepieux-Jamin e mi misi a leggerlo con una certa voracità intellettuale, ma mi accorsi subito che non risponeva alla mia aspettativa. Per non essere sviato, lo abbandonai con il proposito di sdudiarlo più tardi quando fossi pervenuto ad avere una sicura base grafologica per conto mio. Credo di non poter essere accusato, per questo, di orgoglio essendo pervenuto a scoprire alcuni particolari della grafologia che ad altri sono sfuggiti.