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La comunicazione avviene tramite simboli. In quella verbale, i simboli sono convenzionali, appresi e applicati consapevolmente mentre in quella non verbale sono culturali, ereditari e possono essere sia di natura conscia che incoscia. Il parlato e lo scritto sono esempi di comunicazione verbale i cui simboli sono rispettivamente i fonemi e le lettere; l'arte è di quella non verbale.

Ciò che inizialmente sorprende è che sia il parlato che lo scritto, esempi di comunicazione verbale per eccellenza, hanno anche una componente di comunicazione non verbale. Nel parlato, ad esempio, è possibile dare un significato diametralmente opposto a quello della parola proferita: è l'ironia. In un giornale, ad esempio, è possibile conferire più o meno importanza ad un articolo, a prescindere dal contenuto, a seconda della collocazione all'interno della pagina e della dimensione del carattere utilizzato per il titolo. Quando poi lo scritto è vergato a mano, il simbolismo si arricchisce notevolmente e diventa oggetto di studio della grafologia. La grafologia, dunque, non si interessa del contenuto dello scritto (comunicazione verbale) ma del movimento della mano nello spazio grafico (comunicazione non verbale).

Ma forse, ciò che può sorprendere maggiormente è come la simbologia della comunicazione non verbale si manifesti in modo analogo in tutte le espressività dell'uomo e in modo pressochè immutato nel tempo. Ad esempio, sono notevoli le analogie tra la comunicazione non verbale nell'arte e nella scrittura.

Si osservi la Maestà del Duomo di Siena, dipinta intorno il 1310 da Duccio di Buoninsegna. Guardando l'importante opera pre-rinascimentale si avverte l'importanza che l'autore attribuisce alla Madonna. La sensazione che si avverte è frutto della comunicazione non verbale dell'opera che si esprime tramite l'archetipo di grandezza e centralità. La Madonna è infatti posizionata al centro del dipinto e ha delle dimensioni nettamente superiori (sproporzionate) a quelle degli altri personaggi. L'effetto è la valorizzazione simbolica della Vergine che appare degna di rilievo e di venerazione indipendentemente dal fatto che l'osservatore sia cosciente o meno dell'utilizzo di tali simboli. Le stesse categorie archetipe si ritrovano nei segni grafologici 'Calibro Alto' e 'Solenne'.
AGI grafologia
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No figura
Maestà di Duccio di Buoninsegna
AGI grafologia

Sempre nello stesso dipinto, la disponibilità e la venerazione dei quattro santi protettori di Siena posti in primo piano (Sant'Ansano, San Savino, San Crescenzio e San Vittore), sono espresse dal ripiegamento dei corpi in avanti; lo stesso dinamismo archetipo è presente nel segno grafologico 'Aste concave in avanti'.

Nel libro 'Segni come disegni', Maria Luisa Ferrea porta esempi di analogie con l'arte per tutti i segni grafologici. L'intento dell'autrice è quello di sottolineare appunto l'universalità delle leggi simbolico-espressive presenti nelle varie manifestazioni dell'uomo e far quindi intuire al lettore la spiegazione simbolica della grafologia. AGI grafologia
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Lettura consigliata sull'argomento:

AGI grafologia
Libro

Segni come disegni
Un approccio alla grafologia attraverso le immagini dell'arte

Dalla copertina:

"Visualizzare nelle immagini artistiche la dinamica del gesto scrittorio. Siano capolavori dell'arte e opere più modeste, le produzioni artistiche aiutano ad esercitare lo sguardo, a sentire le qualità delle linee, il valore della forma e delle proporzioni, il senso del pieno e del vuoto."
tabt Di sicuro apporto professionale alla grafologia, il volume contribuisce ad ampliare l'interesse per questa disciplina presso un largo pubblico, tra cui storici dell'arte e addetti allo studio della comunicazione. L'assenza di concettualizzazioni pesanti, l'uso deliberatamente limitato di termini tecnici e il costante confronto con immagini tratte dalle diverse aree della produzione artistica lo destinano anche a chi è mosso da una semplice curiosità intellettuale. Nonostante, e nel contempo, grazie alla serietà professionale che lo anima, il libro può essere utilizzato addirittura come piacevole manuale di interpretazione di massima della propria e dell'altrui scrittura.
tabt 'Cosa fa, a ben guardare, il grafologo -scrive l'autrice- se non attribuire un significato spicologico all'espressività insita nella scrittura? E' percependo le forme e i movimenti della grafia che egli arriva a coglierne la capacità espressiva per poi tradurre questi dati visivi in dati psicologici.'"

Maria Luisa Ferrea, architetto e consulente grafologo, lavora in ambito isituzionale nella tutela e nella conservazione dei beni culturali. Svolge attività di studio e di ricerca, approfondendo in modo particolare le correlazioni tra scrittura e arte grafica e figurativa. Collabora con la rivista 'Scrittura' dell'Istituto Grafologico G.Moretti. tabt
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