In questa sezione si illustra brevemente come si passa dall’ideazione di ciò che si vuole scrivere alla produzione del gesto grafico sulla carta. La presentazione non vuole essere esaustiva; ha il solo scopo di fornire al lettore l’idea di che cosa “c’è sotto” al gesto scrittorio e come sia possibile che fornisca preziose informazioni sul suo autore. tabt tabt
Il sistema nervoso e il sistema muscolare interagiscono per realizzare il meccanismo scrittorio; con l'apprendimento si passa progressivamente da atto a gesto grafico, oggetto di studio della grafologia. tabt tabt tabt
Il sistema nervoso può essere diviso in due parti: sistema nervoso cerebro spinale e quello autonomo.
Il sistema nervoso cerebro spinale, o della vita di relazione, è costituito dal sistema nervoso centrale e periferico. Il sistema nervoso centrale è costituito dall’encefalo, racchiuso nella cavità cranica, e dal midollo spinale contenuto nello speco vertebrale; il sistema nervoso periferico è costituito dai nervi.
Il sistema nervoso autonomo, innerva visceri, vasi sanguigni, ghiandole, etc, cioè strutture che agiscono senza l’intervento della nostra volontà. Il sistema nervoso autonomo è costituito da due parti con funzione antagonista: ortosimpatico (che generalmente eccita la motilità) e parasimpatico (che generalmente inibisce la motilità).
Poichè è l’individuo che decide quando scrivere, si deduce che la scrittura è frutto del sistema nervoso cerebro spinale in continua e veloce interazione con i centri sensoriali visivi e pressori. tabt tabt tabt
Esistono tre tipi di tessuti muscolari: liscio, striato e cardiaco:
Il tessuto liscio è innervato dal sistema nervoso autonomo, non può essere mosso per mezzo della nostra volontà (a meno che non si conoscano tecniche specifiche come lo yoga) e forma la muscolatura dei visceri e dei vasi sanguigni.
Il tessuto striato è innervato dal sistema nervoso centrale e forma i muscoli scheletrici, cioè a stretto contatto con le ossa.
Il tessuto cardiaco è striato ma è innervato dal sistema nervoso autonomo.
La scrittura è prodotta tramite i movimenti dei muscoli scheletrici di avambraccio, braccio e dita.
I muscoli scheletrici possono essere classificati in base alla forma (muscoli piatti, affusolati e orbicolari) e al tipo di movimento. I muscoli delle articolazioni prendono il nome dal movimento che permettono di eseguire, come visualizzato nella seguente tabella: tabt tabt
| Muscolo | Movimento | Descrizione movimento |
| Estensore | Estensione | Allungamento |
| Flessore | Flessione | Piegamento |
| Adduttore | Adduzione | Avvicinamento |
| Abduttore | Abduzione | Allontanamento |
| Pronatore | Pronazione | Rotazione verso l'interno |
| Supinatore | Supinazione | Rotazione verso l'esterno |
Le coppie Estensore-Flessore, Adduttore-Abduttore e Pronatore-Supinatore sono costituite da muscoli detti antagonisti perchè consentono la stessa tipologia di movimento ma con verso opposto.
Ciò che importante notare è che nella scrittura vengono utilizzate tutte le tipologie di muscolo. La seguente figura mostra infatti le tipologie di muscolo coinvolte durante l’esecuzione di una linea chiusa come l’ovale. La scrittura è quindi in grado di registrare l’attività di tutti le tipologie di muscolo e soprattutto come interagiscono tra di loro durante l’esecuzione del movimento scrittorio. tabt tabt
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Il meccanismo scrittorio coinvolge contemporaneamente il sistema nervoso, muscolare e sensoriale. Le fasi che portano dall’ideazione di ciò che si vuole scrivere alla scrittura, può quindi così essere riassunta:
Decisione di scrivere la parola
Identificazione dei simboli verbali costituenti la parola (lettere)
Associazione simbolo verbale – simbolo grafico (rappresentazione grafica della lettera)
Associazione simbolo grafico – immagine motoria (insieme dei movimenti necessari per rappresentare graficamente la lettera)
Movimento scrittorio
Le prime quattro fasi vengono svolte dal sistema nervoso; il movimento scrittorio coinvolge allo stesso tempo tutti e tre i sistemi. Il sistema nervoso fornisce gli impulsi elettrici al sistema muscolare affinchè la penna scriva ciò che interessa. La vista controlla in tempo reale l’andamento della penna e il tatto la pressione esercitata. Le informazioni vengono a loro volta elaborate dal sistema nervoso per correggere direzione e pressione. Si realizza quindi un anello di controllo chiuso in cui i muscoli (attuatori) vengono controllati dal sistema nervoso in base ai segnali correttive dedotte dalle informazioni dei sensori di pressione (tatto) e visivi (vista). In una scrittura spontanea, solo la decisione iniziale è volontaria mentre tutto il resto è automatico e involontario. La spontaneità però presuppone che sia terminata la fase di apprendimento della scrittura. tabt tabt tabt
Il sistema nervoso periferico è composto, come già detto, da fasci nervosi che portano gli impulsi elettrici dal cervello e dal midollo spinale ai muscoli. Tali fasci nervosi sono sotto il controllo del sistema piramidale (volontario) e di quello extrapiramidale (involontario). Nella prima fase dell’apprendimento del movimento scrittorio interviene principalmente il sistema piramidale; lo scrivente deve infatti controllare volontariamente tutto per produrre l’atto grafico. Con il procedere dell’apprendimento, il sistema motorio piramidale affida al sistema extrapiramidale le azioni ripetitive associate all’atto scrittorio (le sequenze di eccitazioni muscolari necessarie a tracciare le lettere): si passa progressivamente da atto a gesto grafico.
Si noti, che il meccanismo dell’apprendimento della scrittura è simile per qualsiasi attività complessa, come ad esempio la guida di un veicolo. All’inizio, per cambiare marcia è necessario controllare volontariamente l’intera sequenza di pressione-rilascio di frizione, acceleratore e cambio; quando si è appresa la guida, è sufficiente pensare di voler cambiare marcia e il resto avviene in modo...automatico. tabt tabt
Il sistema extrapiramidale è collegato con i diversi centri del cervello tra cui il talamo. E’ questo il centro dell’emotività e delle sensazioni della vita vegetativa. La scrittura quindi, prima di essere riprodotta sul foglio, viene influenzata anche dal talamo che, agendo sul sistema motorio, caratterizza così il movimento della scrittura coinvolgendo tutte le tipologie muscolari. Dalla scrittura è quindi possibile analizzare molti aspetti della personalità, come il temperamento, il carattere e i meccanismi di difesa.
Si comprende inoltre il motivo per cui solo il gesto grafico (e non l’atto) sono oggetto di studio del grafologo: affinchè uno scritto sia analizzabile dal punto di vista grafologico, è necessario che il soggetto sia capace di scrivere in modo corrente (abbia terminato l’apprendimento) e che lo scritto sia steso in modo naturale (nel modo più spontaneo possibile). tabt tabt tabt tabt tabt
Alcune frasi dalla premessa dell'autore:
"[...] Per il Moretti è una costante preoccupazione cercare quelle che, nel suo trattato di grafologia, aveva indicato come 'le ragioni scientifiche del segno', perchè era convinto, anticipando i tempi, che soltanto la neurofisiopsicologia poteva dare concretezza scientifica alla grafologia. I tempi, oggi, sembrano abbastanza maturi anche se si pensa che soltanto nel terzo millennio si potrà avere una svolta decisiva nelle indagini su cervello e mente. L'intento mio primario, è stato quello di cercare di dare una continuità al lavoro già intrapreso dal Moretti nella direzione della ricerca scientifica a sostegno e supporto della natura dei segni grafologici. Questo lavoro si propone di trattare, dal punto di vista delle neuroscienze, ed in particolare della neurobiopsicologia, gli argomenti che sembrano più indicativi per la comprensione e la spiegazione, dove possibile, dei segni grafologici e, in tal senso, non ha la pretesa di essere esaustivo. Le fonti bibliografiche citate potranno essere di aiuto per approfondire le conoscenze. Sia ben chiaro però che le neuroscienze sono in continua e costante elaborazione, grazie ai contributi clinici e agli straordinari mezzi di ricerca a disposizione, e che nuove acquisizioni consentiranno aggiornamenti nel prossimo futuro. Il fatto importante è che quanto riferito nel testo rappresenta il pensiero scientifico attuale condiviso dalla maggior parte degli scienziati che si occupano della mente, del comportamento e delle funzioni cerbrali. [...] Il testo poggia e prende spunto, da un ampio programma di ricerche, tuttora in corso, in collaborazione con cliniche universiotarie e ospedaliere, che si fondano su osservazioni e studio di grafie appartenenti a soggetti con alterazioni motorie e comportamentali. Sulla base di questi studi vengono fornite ipotesi esplicative grafologiche. Le malattie neurologiche sono da tempo un pilastro delle ricerche sulle basi neurali della mente."
Sergio Deragna è laureato in Medicina, specializzato in Clinica Pediatrica e libero Docente in Puericultura. Ricercatore confermato all'Università di Roma 'la Sapienza'. Professore a contratto di Grafologia teoretica alla LUSMA di Roma. Ha pubblicato un centinaio di lavori scientifici su riviste specializzate di Pediatria e di Clinica Ostetrica e ginecologia e un Manuale di Puericultura. Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi Congressi nazionali e internazionai e ha fatto parte di Commissioni scientifiche per conto del CNR a Parigi, Madrid e Praga. Si è diplomato Consulente grafologo alla Scuola superiore di studi grafologici dell'università di Urbino e ha pubblicato alcune ricerche sulla psiconeurobiologia del comportamento grafico. tabt tabt tabt